PIETRO TRECCAGNOLI Pianura a Napoli. E attorno a Pianura si coagula la protestadi una regione controla gestione dell’emergenza rifiuti in un corteo partito da piazza del Gesù Nuovo e approdato sotto le finestre della Prefettura a piazza Plebiscito. Sono arrivati da Giugliano, da Acerra, da Terzigno. Persino da Gioia Tauro. Secondo gli organizzatori erano oltre diecimila. La questura parla di seimila. Ma i numeri contano poco. Il colpo d’occhio era notevole e dava il senso di una mobilitazione piena di rabbia, ma pacifica, che ha saputo tenere lontano i teppisti. L’unico attacco, a colpi di sacchetti e uova, è stato contro la sede del Commissariato per i rifiuti, a via Medina. E uno striscione è stato esposto tra alcune camionette della polizia. Un’esibizione ad uso delle telecamere, più che altro. Una prova che Napoli si può sfilare tranquillamente, con i negozi aperti e la gente alla finestra. Ma se il clima era sereno, gli slogan che sono stati scanditi erano duri, più delle pietre. Bersagli Bassolino, la Iervolino e anche il prefetto. In testa al corteo c’era un Pulcinella con un cartello, seguiva un gruppo di ragazzi dei centri sociali con sacchetti della spazzatura con le facce di Gianni De Gennaro, Alessandro Pansa, Antonio Rastrelli, Andrea Losco e Alfonso Pecoraro Scanio. Poi un furgoncino bianco con altoparlanti da rave-party e con un microfono aperto al quale si sono alternati un po’ tutti. Gente comune e personaggi famosi, dall’ex leader di Autononia Operaia, Oreste Scalzone, ad Alex Zanotelli. Assieme a una sfilza di «basta» sono volate parole pesanti: «A casa Bassolino, la Iervolino e Pansa, siete voi i veri terroristi, i veri camorristi». Insulti anche contro il neo supercommissario De Gennaro, successore di Cimmino il Breve. Proprio questi attacchi al nuovo responsabile dell’emergenza hanno creato una spaccatura nel corteo tra i pianuresi e chi sta spingendo sul pedale della creazione di un coordinamento politico antagonista. «Per noi la discarica è un problema ambientale e non una battaglia politica» spiega Gianni Palmers del Comitato No Discarica. «Con questa manifestazione vogliamo dare più voce alla nostra battaglia, rivendicando il diritto a una vita normale». E hanno voluto marcare una distanza anche fisica: a via Oberdan hanno lasciato che la testa politica del corteo andasse avanti di qualche centinaia di metri, mantenendo dietro le donne, i giovani e i cittadini di Pianura. Insieme, ma lontani. La parola più gridata era «ver-go-gna», perché prevale la paura che il sogno di uno stato di pulizia si stia trasformi in uno stato di polizia. Mescolato nella massa dei manifestanti, tra i quali ha tentato di avvicinarsi anche il senatore Sergio De Gregorio ma è stato allontanato tra le contestazioni, c’era, a titolo personale, anche il deputato di Rifondazione, Francesco Caruso. «Il commissariamento del commissariato è l’ultimo atto di una tragedia che si è trasformata in farsa» ha commentato. «Questa manifestazione dimostra che i rifiuti sono un problema generalizzato e che bisogna partire con la raccolta differenziata». E De Gennaro: «Bisogna fargli capire che non siamo a Genova e qui non si risolve tutto con la forza». Ma lui si è detto pronto al dialogo: «Il dialogo può partire solo se la polizia va via da Pianura». Ancora più spietato Scalzone: «De Gennaro è il killer di Genova. Va bene alla destra e alla sinistra. Scegliendo lui è stato lanciato un segnale mafioso. Gli amministratori locali che hanno miseramente fallito hanno chiamato l’uomo che evoca il sangue di Carlo Giuliani e i tragici fatti del G8 del 2001». Parole di fuoco contro l’ex capo della polizia le lancia dal microfono pure padre Zanotelli: «Sono rimasto di sasso quando è stato annunciato che De Gennaro è stato mandato a bastonare anche Napoli». Il musicista Daniele Sepe, anche lui al corteo, bacchetta i politici napoletani: «Hanno puntato sull’immagine e ora l’immagine finale dalla quale sono travolti è quella dei sacchetti dei rifiuti. Mi hanno chiamato da Belgrado non per parlare di musica, ma di monnezza». E aggiunge: «Ho letto sui giornali che l’assessore Nicola Oddati, mentre Napoli affonda nella spazzatura e una parte della città è in fiamme, si esibisce in un locale pubblico. Un atto irresponsabile. Facesse il chitarrista, Napoli ha bisogno di amministatori». |
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