| Notizia sull'emergenza rifiuti in Campania |
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L'arch. Di biasio, vice di Bertolaso è stato arrestato nella prima retata che rileva sul sistema dell'affare immondizia, con camorra politica, consorzi e società miste. Il motivo sarebbe da attribuire ad una truffa allo stato di circa 9,1 miioni di euro che spiega, in scala ridotta, il fluviale spreco di denaro pubblico. Lo Stato tenta con affanno il recupero: sequestrati 20 appartamenti, 2 palazzi, auto, quote societarie. Ma sono molti gli indagati. E' stato arrestato un sub commissario e lo scandalo sembra non sia esploso del tutto. Bertolaso ha provato a spiegare che De biasio fu scelto per motivi di competenza tecnica, non politici, ed all'epoca non c'erano provvedimenti penali contro di lui. La sua unica preoccupazione è istituire le discariche contro cui la cittadinanza ha protestato; egli ha inoltre chiarito, che laddove non arriverà la persuasione saranno attuate misure drastiche, e che queste proteste rilevano poco senso dello Stato. Intanto riapre il c.d.r. sequestrato di Tufino che dovrebbe produrre finalmente materiale inerte, idoneo per l'inceneritore di Acerra. Le ecoballe accumulate finora quasi 5 milioni sono di dubbia qualità poco più di immondizia imballata. La Coldiretti protesta e afferma che è più alto l'indice di mortalità nei comuni di Acerra, Bacoli, Caivano, Giuliano, Marcianise, Villa Literno, Aversa e Castel Volturno per le relazioni tra tumori e discariche abusive. Per non parlare di Villaricca che non è più una discarica ma uno scandalo a cielo aperto. Bertolaso, ammette, a Villaricca nell'aula consiliare in un comune in rivolta: "il percolato va immediatamente prelevato. La situazione non è quella che pensavo dovesse essere. Non sono state eseguite opere perfette". Chi doveva risolvere l'emergenza rifiuti ne ha creata un'altra: la discarica "Riconte" tra Villaricca, Qualiano e Giugliano ha ingoiato 400 mila tonnellate di nauseabonda immondizia tritovagliata. E Bertolaso si lamenta ancora: "Mi hanno lasciato solo". De Luca assessore Regionale della Margherita replica: "Solo? Non credo proprio. Ho scritto al Commissariato. In Campania abbiamo 633 cave. Abbandonate. Sono a disposizione di Bertolaso. La legge prescrive il ripristino dei luoghi. Ci sono intere montagne divorate. Vanno ripianate". Bertolaso ha risposto all'appello così: "Serre non è forse una cava? E' la più idonea, la più ampia e la si fa passare per una valle verde. Era una cava e i cittadini lo sanno". Per far aprire la discarica a Serre, Bertolaso è stato costretto a far promulgare al Governo un decreto legge che gli conferisce poteri superiori anche ad eventuali ricorsi alla Magistratura. Il Decreto prevede lo smaltimento dei rifiuti tramite discariche, che dovrebbero situarsi in 5 provincie Campane tra cui Serre e Terzigno. Contro questo Decreto si sono schierati Pecoraro e il Sindaco di terzigno Troiano, richiamandosi alla legge 394/1991 che vieta la presenza di discariche nei parchi. L'imperativo del Presidente della Regione e del Commissario è convincere le popolazioni della necessità delle discariche, anche senza il consenso di tutte le istituzioni, dato che i rifiuti non possono essere portati altrove. A Nocera Superiore, intanto, e in molti altri comuni del Napoletano, come Ercolano, le popolazioni prorompono in protesta contro le discariche, sino ad erigere barricate con blocchi di cemento, mentre a Giuliano il Sindaco ricorda a Pecoraro il D.L. secondo cui per l'istituzioni di discariche è prioritaria la considerazione di siti non già stressati ambientalmente, come invece è Giugliano. Infine, grazie al blitz del Vescovo Nogaro si è scoperta una discarica segreta, stretta tra Lo Uttaro e un mattatoio chiuso. Tra odore mefitici, si impedisce al Vescovo di entrarvi per verificare il rispetto delle norme, azione che accredita i dubbi sulla completa illegalità del sito, maggiormente avallati dalla presenza di camion, di cui misteriosa è la provenienza, fermi di fronte alla discarica. Estratto dal Giornale La repubblica del 4-14-26/04/2007 5-11/05/2007 |